WordCraft e Claude: un word processor open source che parla MCP

Abbiamo provato WordCraft, un nuovo word processor open source con un server MCP integrato, su un lavoro reale di accessibilità. Ecco come l'abbiamo configurato, cosa abbiamo trovato e cosa abbiamo restituito al progetto.

16 ott 2026
WordCraft con il pannello Testo alternativo aperto: è selezionato un grafico a barre dei problemi di accessibilità risolti ogni mese, con una descrizione che riporta i valori di ciascun mese e l'opzione Contrassegna come decorativo non selezionata.

Questa settimana abbiamo fatto una cosa che facciamo raramente: abbiamo adottato un software appena uscito, dal primo giorno. La nostra regola è aspettare 14 giorni da ogni nuova versione prima di installarla, perché è più o meno il tempo che serve per accorgersi di una versione difettosa o compromessa. WordCraft ci ha fatto fare un'eccezione: in questo post spieghiamo perché, cosa abbiamo costruito attorno e cosa abbiamo restituito al progetto.

Cos'è WordCraft

WordCraft è un word processor gratuito e open source, scritto in Rust. Apre e salva i documenti Word (.docx) e funziona su macOS, Windows e Linux, oltre che in versione web. È giovane e si muove in fretta: tre versioni in quattro giorni mentre lo stavamo provando.

Tre cose ci hanno convinto a provarlo subito:

  • È veloce. Sul nostro Mac si apre in meno di un secondo, contro i tre o quattro secondi di Microsoft Word.
  • È leggero. Niente account, niente abbonamento, niente servizi in background.
  • Ha un server MCP integrato. MCP (Model Context Protocol) è lo standard aperto che permette a un assistente AI di lavorare con i tuoi strumenti. WordCraft lo include già, quindi Claude può leggere, modificare, controllare ed esportare i documenti direttamente, senza copia e incolla.

È quest'ultimo punto che cambia il nostro modo di lavorare con i file .docx, ed è il motivo dell'eccezione.

Come l'abbiamo configurato

Di serie, l'MCP di WordCraft può lavorare sui file oppure collegarsi all'app mentre è aperta. Abbiamo aggiunto qualche accorgimento perché si adatti al nostro lavoro quotidiano:

  • Una sola cartella. Il server che lavora sui file è confinato in un'unica cartella di lavoro: non può leggere né scrivere nulla al di fuori.
  • L'app quando serve. Claude può lavorare sul documento aperto a schermo e può aprire o chiudere WordCraft quando glielo chiediamo, mai di sua iniziativa. Se l'app è chiusa, Claude lo dice semplicemente, invece di andare in errore.
  • La stessa configurazione su Windows. Abbiamo scritto una guida per i colleghi che usano Windows, adattata dalla nostra configurazione su Mac.

Pubblicheremo i dettagli tecnici in un post a parte.

Il confronto con Word

Abbiamo aperto gli stessi documenti in entrambi. L'impaginazione coincideva su un report di tre pagine e su uno di sette, con margini identici. L'unica differenza visibile era lo spazio verticale tra i paragrafi: WordCraft sommava le spaziature, mentre Word prende la maggiore delle due. Il progetto l'ha corretto nella versione 0.7.0.

Il test di accessibilità

L'accessibilità è una parte importante del nostro lavoro, quindi abbiamo provato WordCraft su un vecchio report interno. Claude ha impostato la lingua del documento, ha scritto il testo alternativo di ogni grafico partendo dai suoi dati, ha rimosso un titolo vuoto e ha esportato il risultato in PDF.

Il PDF con tag prodotto da WordCraft conteneva la lingua del documento, una vera struttura dei titoli e i segnalibri. Il PDF ottenuto da Word su Mac con Stampa in PDF non aveva alcun tag, il che lo rende quasi inutilizzabile con un lettore di schermo.

Il test ci ha mostrato anche dove WordCraft è ancora incompleto:

  • il testo alternativo delle immagini inserite nel testo andava perso nel PDF;
  • le immagini contrassegnate come decorative venivano comunque lette dai lettori di schermo;
  • tabelle ed elenchi non hanno ancora i tag. Questo è un limite già noto, quindi non l'abbiamo segnalato.

Il nostro contributo

  • Una segnalazione. Il 13 ottobre abbiamo segnalato che le immagini inserite nel testo perdevano il testo alternativo nel PDF (issue #1502). Un altro contributore ha proposto una correzione nel giro di poche ore (pull request #1526); l'abbiamo verificata ed è stata accettata il giorno dopo.
  • Immagini decorative. La nostra pull request #2086 rende invisibili ai lettori di schermo le immagini contrassegnate come decorative, nelle esportazioni PDF, HTML e Markdown.
  • Forme con descrizione. La nostra pull request #2099 rende leggibili come figure le forme che hanno una descrizione, per esempio una freccia o un'icona che ha un significato, invece di ignorarle in silenzio.

Entrambe le pull request sono in attesa di revisione.

Come abbiamo lavorato

Per trasparenza: gran parte dell'analisi, del codice e dei test è stata fatta da Claude (Anthropic), modello Opus 5.5 con effort medio, con revisione umana di Alan Curtis. Ogni contributo lo dichiara esplicitamente.

Anche questo post è una piccola prima volta: è il primo del nostro sito preparato dall'app mobile di Claude, tramite il connettore MCP di Frontedo che abbiamo sviluppato noi. Claude ha scritto le bozze in inglese, italiano e spagnolo, ha impostato i tag e collegato l'immagine di copertina; la pubblicazione è rimasta a una persona.

Per ora

Teniamo i documenti dei clienti fuori da WordCraft finché è alla versione 0.x e cambia così in fretta. Per il lavoro interno e i controlli di accessibilità, si è già guadagnato un posto tra i nostri strumenti.

Perché l'accessibilità non è una funzione in più. Conta, e conta molto.

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